La Mostra "Il primo secolo d'oro" in occasione della Mostra di Giulio Romano a Mantova

fotografia Museo"Il primo secolo d’oro … la Sabbioneta di Vespasiano”            

Il Duca Vespasiano Gonzaga volle collocare nel firmamento della terra,  della storia, della cultura, della spiritualità di Lombardia la sua stella di pietra, Sabbioneta, una città ideale che potesse brillare non solo nei troppo brevi sessanta anni della sua vita, ma nei secoli a venire.

Grazie a questo Principe illuminato, capace di grandi visioni, di fantasmagorici sogni, e di ambiziosi progetti, ha preso corpo e vita la città di Sabbioneta, che ha vissuto, grazie al suo Duca, il primo dei suoi secoli d’oro, coinciso praticamente con la nascita del Duca, avvenuta il 6 dicembre 1531, e la sua morte, verificatasi il 26 febbraio 1591.

Perché il 500 fu un secolo d’oro, e non solo a Sabbioneta?

  • Innanzitutto per un respiro universalistico che lo attraversa.
  • Quindi per la riscoperta della classicità, dei suoi valori, dei suoi punti di forza, nella visione dell’uomo e nel suo gusto artistico.
  • Indi per lo studio e la ricerca della città ideale, narrata in una dimensione metafisica nelle tre anonime tavole di città ideali rinascimentali ancora conservate: quella della galleria nazionale delle Marche ad Urbino, quella della Walters Art Museum di Baltimora, e quella, infine, della Gemäldegaleriedi Berlino, ed incarnata in luoghi, divenuti simbolici, come la Sabbioneta di Vespasiano Gonzaga.
  • Infine per la tensione spirituale che lo anima, e che trova la sua massima espressione nel Concilio di Trento e nella riforma cattolica, che vide tra i suoi massimi protagonisti S. Carlo Borromeo, zio della terza moglie del Duca Vespasiano, e che più volte soggiornò a Sabbioneta.

Che cosa ha lasciato il ‘500 a Sabbioneta?

La “Civitas Sablonetae” esiste in quanto frutto di un sogno: uno spumeggiante Principe rinascimentale, il Duca Vespasiano Gonzaga Colonna, ha qui espresso la sua singolare Weltanschauung, e, nella sua piccola ma grande Sabbioneta ha vagheggiato una città ideale, uno scrigno di arte e di erudizione, dove potessero pacificamente e fecondamente convivere tutti gli elementi strutturali portanti di una società, necessari al vivere civile ed urbano: il potere, la cultura, il diletto, la tolleranza, i valori religiosi, la sicurezza. Tutto ciò rimane nei singoli edifici.

Il ‘500, dunque fu un secolo d’oro a Sabbioneta per l’arte – espressa nei monumenti Ducali –, per la spiritualità – concentrata nelle varie chiese ed in particolare nei tre conventi: il Carmine, l’Incoronata, S. Maria degli Angeli (andato distrutto).

Secolo d’oro fu pure per la cultura, dato che il Duca Vespasiano era un raffinato cultore e collezionista di oggetti d’arte e di curiosità, come era uso nelle Corti dell’epoca, mecenate e filantropo per avere donato la sua libreria al convento dei Serviti, affinché fosse messa a disposizione del pubblico, e preoccupato di dotare la sua capitale di una scuola, che raccogliesse alunni anche dal contado, per preparare una cittadinanza più elevata culturalmente.

Secolo d’oro per la religiosità le cui testimonianze diffuse nelle chiese e concentrate nel Museo del Ducato in occasione di questa mostra, lasciano ancora stupefatti per la raffinatezza, la spiritualità, ed una bellezza all’ennesima potenza.

Auguriamo a tutti i visitatori di questa mostra, diffusa sul territorio, di poter apprezzare questo complesso di opere mobili ed immobili, per recuperare il medesimo gusto della bellezza, e divenire, a loro volta, protagonisti di un nuovo Rinascimento. Nella mostra si possono osservare molti pezzi del ‘500 delle collezioni arcipretali: tele, statue, paramenti, argenteria, stampe, documenti, e di opere mai viste dal pubblico perché prestate da collezionisti privati.

 

Dott. Don Samuele Riva, Arciprete di Sabbioneta

Direttore del Polo Museale Vespasiano Gonzaga